Salerno capitale italiana delle Pmi online: Internet supplisce al gap infrastrutturale ?


Viene da pensare che gli investimenti e incentivi su banda larga e internet abbiano un ritorno maggiore e più veloce di altri investimenti in infrastrutture fisiche…

Salerno capitale italiana delle Pmi online

La città campana in pole position nella classifica e-Towns di Google che mappa l’adozione, da parte delle aziende, di strumenti per promuoversi sulla Rete. Vicenza e Torino al secondo e terzo posto. Ma nella top ten è il Sud a fare la parte del leone…

In percentuale il numero di piccole e medie imprese che promuove online il loro business, è cresciuto – da maggio 2010 a maggio 2011 – del 62,3% a Salerno, del 60,5% a Torino e di oltre il 47% a Vicenza. In quarta poszione si attesta Catania (+44,7%) seguita a ruota da Lecce (+44,6%). Al sesto posto Bari dove le Pmi online sono aumentate del 43.3%; al settimo troviamo Cagliari ( + 42 %). Chiudono la top ten Palermo ( + 41.1%), Perugia (+ 39.7%) e Bolzano (+ 36.1%).

Salerno capitale italiana delle Pmi online – Corriere delle Comunicazioni

L’importanza dell’Informazione non strutturata – MIT Sloan Management Review


Un’intervista molto interessante (oltre che autorevole) per i seguenti motivi:

  1. autorevolezza della testata (USA): la rivista di management dell’MIT;
  2. origini (India) dell’azienda di cui l’intervistato è “Chief Technology Officer”;
  3. competenza della persona e lungimiranza dei modelli che si intravede essere presenti (e praticati) dietro le parole.
    Se si pensa che oggetto dell’intervista sono in pratica tutte le problematiche legate al “2.0”, la cosa fa riflettere…

Increasingly, data is coming at businesses in unstructured ways, says K. Ananth Krishnan, chief technology officer of Tata Consultancy Services. It’s coming from outside of companies, in the kinds of networking and SMS messaging habits that customers have. And it’s coming from unstructured sources inside companies, from in-house blogs to internal knowledge markets. That’s in addition to the structured data that companies are used to generating.

The “Unstructured Information” Most Businesses Miss Out On – The Magazine – MIT Sloan Management Review

Senza parole…


Un clamoroso e, a mio parere, bellissimo esempio di come:

  1. i dati parlino più delle (molte/troppe) chiacchiere specie se ben presentati (la mappa è cliccabile); basta pensare a come il problema è gestito da noi…;
  2. come utilizzare i paradigmi “open” sia per il sw che per i dati e produrre un servizio utile.

Broadband availability and speed visualized in new government map

Today, the United States Department of Commerce’s National Telecommunications and Information Administration (NTIA) unveiled a new National Broadband Map, which can be viewed at

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Social Media: Istruzioni per l’uso dal DoD


In questi giorni da noi si parla molto di Social Networks, sia sulla rete che all’interno delle aziende.

Uno spunto interessante su come invece fare queste cose (e a livello paese) viene da una fonte insospettabile: il DoD USA (Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti).

Particolarmente interessante l’uso di slideshare: Department of Defense Presentations Channel 

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Web & TV: aumenta l’interesse, si allontanerà il successo ?


Pare che i costruttori di televisori proporranno le loro soluzioni per rendere i propri televisori “internet enabled”… non è che si finirà per aprire l’equivalente hardware della guerra dei browser (chi se la ricorda ?), con buona pace della fruibilità di contenuti e servizi sui diversi apparati ?

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Comunicazione online, indietro le Grandi Aziende italiane


Hallvarsson & Hallvarsson: poche informazioni sul brand e sul management e scarsa presenza sui social media. Best practice Eni, Hera e Telecom Italia

Comunicare i dati aziendali via Web? Le imprese italiane quotate in Borsa non sanno farlo. Almeno stando alla ricerca di Hallvarsson & Hallvarsson che ha censito 900 aziende europee e che scatta una fotografia disastrosa per quel che riguarda le 100 italiane censite e per le quali è stata stilata una Top 10. Sul podio podio anche quest’anno all’Eni, 87,75 punti su 100, seguita da Hera (86,75) e Telecom Italia (86); best improver Piaggio.

Il report completo è scaricabile qui.

Comunicazione online, indietro le Spa italiane – Corriere delle Comunicazioni

Quando la comunicazione diventa asincrona…


Credo che sia molto utile riflettere sul collegamento che c’è tra il “2.0” (web o enterprise che sia) e il passaggio della modalità di comunicazione tra le persone da sincrona ad asincrona, cosa che mi è venuta in mente leggendo questo post:

Dancing out of time: Thoughts on asynchronous communication – O’Reilly Radar

“I find it useful to try to think clearly about communication systems. This includes the ways in which they are synchronous or asynchronous (or a mixture), and the disruption that occurs when new technology allows us to replace synchronous systems with asynchronous ones, or to deliver new forms of asynchronous communication…

…Asynchronous communication almost always scales better than synchronous. Synchronization is usually centralized, complicated, and expensive because participants are often forced to waste time waiting.

The main requirements for asynchronous communication are things that modern technology is providing in abundance….”

Questo spiegherebbe la rilevanza che stanno avendo per esempio l’uso del video e social network sia sul web che all’interno delle aziende, anche a prescindere dagli aspetti pubblicitari che, almeno sul web, ne finanziano la disponibilità.

Entrambi sono infatti alla fine semplicemente un modo di comunicare (asincrono) estremamente economico sia dal punto di vista del supporto o “storage” che, e soprattutto, dal punto di vista del costo di produzione del contenuto da parte dell’utente qualsiasi; produrre e pubblicare un testo, una foto o un video è infatti oggi alla portata di chiunque sappia usare un telefono cellulare. Oggi infatti è possibile condividere economicamente in maniera asincrona dei contenuti che fino a pochi anni fa dovevano essere obbligatoriamente condivisi in maniera sincrona, come ad esempio le foto di una vacanza o una presentazione di lavoro…

Per avere un’idea degli impatti del “2.0” sulle nostre vite, forse basta riflettere su quanto dei nostri modi di vivere e lavorare sia stato finora collegato (o meglio vincolato) alla necessità di comunicare in modo sincrono vuoi nella sfera del privato (web 2.0), vuoi sul lavoro (Enterprise 2.0).