Social Enterprise, un caso da… manuale


In questo periodo sto facendo, in giro per l’Italia, dei workshop per conto di Federmanager Academy su “Organizzazione, Lean e Project Management” (vedi qui ). Siccome mi sposto in treno, ne approfitto per leggere un po’ dei libri che ho nel cassetto.

E’ così che ho incontrato uno dei libri di management più interessanti che mi sia capitato di leggere da qualche anno a questa parte: “Employees first, customers second” di Vineet Nayar.

Si tratta della storia, raccontata in prima persona, di come l’autore ha trasformato la sua azienda, HCL Technologies, da fornitore di servizi di call center e outsourcing in declino a grande player dell’ICT (nel 2012 ha fatturato 4,127 miliardi di dollari con 84.000 dipendenti).

Quello che impressiona è la semplicità del racconto in rapporto alla forza, quasi sovversiva, dell’approccio: l’individuazione della “value zone” all’interno dell’azienda tra il personale operativo e il conseguente rovesciamento (letterale) dei paradigmi manageriali .

Nayar descrive cambiamenti solo apparentemente semplici che hanno al loro centro la visione della social enterprise in cui tutto (management, funzioni di staff,…) è al servizio del personale operativo. Descrive, tra l’altro, uno degli impieghi degli strumenti di social enterprise più azzeccati dal punto di vista di gestione del cambiamento ed engagement ed empowerment delle persone.

Fin qui il libro… ma le idee vengono da lontano e dai posti più impensati, in fin dei conti di queste cose si parla da un pezzo, solo è difficile metterle in pratica, due citazioni per tutte

“"… it was only after American carmakers had exhausted every other explanation for Toyota’s success—an undervalued yen, a docile workforce, Japanese culture, superior automation—that they were finally able to admit that Toyota’s real advantage was its ability to harness the intellect of ‘ordinary’ employees." 
“Why, What, and How of Management Innovation,” Gary Hamel, Harvard Business Review, Febbraio, 2006

image"Non dite mai alle persone come fare le cose. Ditegli solo cosa fare e vi sorprenderanno con la loro ingegnosità."  George Smith Patton

 

 

E, per finire:

“Se vuoi costruire una nave, non assillare le persone perché raccolgano il legname e non assegnare loro compiti e lavori, ma insegna loro a desiderare l’immensità senza fine del mare“  A. de Saint-Exupéry

 

 

 

 

 

 

 

 

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