Enterprise 2.0 e “Leadership e valore per la crescita”


Allego qui di seguito i materiali dei due interventi che ho tenuto il 25 settembre nella giornata organizzata da Federmanager Academy nell’ambito del piano solidale territoriale “Leadership e valore per la crescita”.


il primo intervento (“Social enterprise e Creazione di Valore”) fa una breve carrellata sul potenziale valore derivante dall’uso delle tecnologie “social” nei contesti aziendali. Sono stati utilizzati materiali di grandi aziende di consulenza (McKinsey, Boston Consulting Group) di pubblico dominio, di cui ho allegato il link per approfondimenti.

 

 


Nel secondo intervento (“Come Introdurre Web 2.0 e social network all’interno dell’azienda”) ho voluto indicare i principi da seguire nell’introduzione delle tecnologie social in azienda come pure i principali punti di attenzione.

Il dibattito che ne è seguito (nonostante fossimo a fine giornata) e la ristrettezza del tempo mi hanno suggerito di pubblicare questo post per eventuali approfondimenti o discussioni on-line.

 

Che fare quando l’intranet è inutile


ovvero: Pareto e la “Corporate Long Tail”

LewisPlatt“…if only HP knew what HP knows, we would be three times more productive…“
Lewis Platt
HP President & CEO: 1992 – 1999

Credo sia capitato a tutti di chiedersi perchè sull’Intranet Aziendale si trovano solo cose scontate e burocratiche e non “quello che serve davvero per risolvere i problemi”, e di considerare per questo l’intranet “inutile”. Se servono delle informazioni tecniche o operative aggiornate ed affidabili, si preferisce telefonare o mandare una mail a chi “ha la reputazione” di essere aggiornato e di cui ci fidiamo, muovendosi all’interno di quella che un tempo si chiamava organizzazione informale (e che forse oggi chiameremmo “corporate social network” ).

Di seguito è riportata la mia opinione sul perchè non viene pubblicato quello che serve e alcuni suggerimenti su come affrontare e, possibilmente, risolvere il problema.

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Social Enterprise = piattaforme 2.0 + processi + obiettivi condivisi


Le piattaforme 2.0 sono semplicemente strumenti diversi per comunicare, all’interno e fuori l’Azienda, con dipendenti, clienti, fornitori e partners; da sole non portano quasi mai un miglioramento tangibile nei risultati aziendali.

Gli strumenti di comunicazione 2.0

Come ha detto Andrew McAfee (“Enterprise 2.0: the dawn of emergent collaboration”) la comunicazione, all’interno delle Aziende avviene tramite due tipi di strumenti: canali e piattaforme. Le piattaforme derivate dal Web 2.0 possono dare grossi benefici perchè presentano i vantaggi di entrambi:

  • vantaggi dei canali: la possibilità da parte di chiunque di creare e distribuire contenuti (“user generated content”);
  • vantaggi delle piattaforme: l’alto livello di condivisibilità dei contenuti (i contenuti sono visibili a chiunque autorizzato, non solo ai destinatari).

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Youtube Aziendale… se l’avessi fatto negli USA


Ho trovato questo post del 3 novembre 2011 che parla dello Youtube Aziendale della Pepsi Cola

Intranet case study sneak preview: PepsiCo employee videos » Intranet Blog

There’s a reason why YouTube is one of the most flocked-to websites on the planet (second or third in traffic only behind parent Google, depending on the measuring stick): people want video. They crave it.

Are employees not users too? Sadly, given the allocated funding to the corporate website versus the corporate intranet, employees matter far less, in most organizations.

Per chi fosse interessato allego qui sotto alcuni link che illustrano il sistema analogo da me proposto e realizzato (nel 2006):

  1. Presentazione di un caso di Youtube Aziendale (slideshare)
  2. Video della User Experience (e correlati)
  3. Video Postazioni pubbliche aziendali
    Forse avrei dovuto farlo negli USA, chissà magari avrei la Pepsi Cola come cliente dal 2006…

When to use community management and/or social media approaches in the social intranet (aka “enterprise 2.0”)


When reading this post today I tried to apply the same considerations to social intranet and I found this could make sense and be usefull.

Just replace “brand” with “company” and “people / persons / users ” with “employees” in the following:

…For most (not all) Social Media professionals, they “win” if they maintain a conversation with every person who touches a brand to personalize that brand and create an engaged audience.

For most (again, not all) Community Managers, they “win” if they put themselves out of a job because their users are talking to each other (not just to the community manager), evangelizing the brand and defending itself to the point that the Community Manager is no longer needed.

I’m a visual person, so for people like me, this is Social Media – people talking with the brand:

And this is Community Management – people talking with each other:


(Don’t know where they “borrowed” these pictures from, but I “borrowed” them from here and here, respectively)

The metrics for both are different. The goals for both are different. The tools for both are different. The success factors are different. So why on earth do we keep calling them the same thing?

…..

If your job is primarily to talk to lots of people, you work in Social Media

If your job is primarily to get lots of people talking to each other, you work in Community Management.

You may not actually be a Community Manager – and that’s ok. « The Community Manager

Does Your Company Know What It Knows?


Una delle migliori sintesi del perchè sia utile/necessaria l’Enterprise 2.0 (e delle barriere a farla).

Non a caso scritta da chi se l’è inventata…

“…As I discovered during a recent tour of corporate mission statements, almost all companies say they want to empower their people, who are their most important asset… Their decision makers talk not about empowerment, but instead act like nannies, guards, security paranoiacs, or pessimists about the people they hire, pay, and entrust with the future of the organization.

So who actually embraces Enterprise 2.0?

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Il “triangolo delle Bermude” delle infrastrutture ICT ?


BermudeHP, dopo le appliances, annuncia un’intera gamma di servizi cloud, che comprende l’offerta della piattaforma MS Azure, o altre a scelta del cliente.

C’è da chiedersi se la combinazione di Cloud pubblico, Cloud privato e Appliances non finisca per diventare una specie di “triangolo delle Bermude” destinato ad inghiottire prima o poi tutti gli investimenti infrastrutturali ICT, senza lasciare nulla in mezzo.

I benefici, per il mondo ICT, potrebbero consistere in una significativa riduzione delle barriere di costo e di tempo (e quindi del rischio) all’adozione di applicazioni e soluzioni. Questo fatto, combinato con il diffondersi di strumenti 2.0 sulla Rete e nelle Aziende, aprirebbe scenari promettenti…

Presentata una nuova suite di prodotti e servizi per sfruttare al meglio la nuvola

Hp spinge sul cloud con una nuova suite di prodotti e servizi per aziende e Pa.

l’articolo originale: Hp a tutto cloud – Tecnologie – Lineaedp