Senza parole…


Un clamoroso e, a mio parere, bellissimo esempio di come:

  1. i dati parlino più delle (molte/troppe) chiacchiere specie se ben presentati (la mappa è cliccabile); basta pensare a come il problema è gestito da noi…;
  2. come utilizzare i paradigmi “open” sia per il sw che per i dati e produrre un servizio utile.

Broadband availability and speed visualized in new government map

Today, the United States Department of Commerce’s National Telecommunications and Information Administration (NTIA) unveiled a new National Broadband Map, which can be viewed at

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Social Media: Istruzioni per l’uso dal DoD


In questi giorni da noi si parla molto di Social Networks, sia sulla rete che all’interno delle aziende.

Uno spunto interessante su come invece fare queste cose (e a livello paese) viene da una fonte insospettabile: il DoD USA (Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti).

Particolarmente interessante l’uso di slideshare: Department of Defense Presentations Channel 

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Comunicazione online, indietro le Grandi Aziende italiane


Hallvarsson & Hallvarsson: poche informazioni sul brand e sul management e scarsa presenza sui social media. Best practice Eni, Hera e Telecom Italia

Comunicare i dati aziendali via Web? Le imprese italiane quotate in Borsa non sanno farlo. Almeno stando alla ricerca di Hallvarsson & Hallvarsson che ha censito 900 aziende europee e che scatta una fotografia disastrosa per quel che riguarda le 100 italiane censite e per le quali è stata stilata una Top 10. Sul podio podio anche quest’anno all’Eni, 87,75 punti su 100, seguita da Hera (86,75) e Telecom Italia (86); best improver Piaggio.

Il report completo è scaricabile qui.

Comunicazione online, indietro le Spa italiane – Corriere delle Comunicazioni

Social Networks vs. e-mail


L’altro ieri (15 nov.) al Web 2.0 Summit Zuckemberg ha annunciato due cose: l’integrazione delle applicazioni di Office in Facebook e la disponibilità, sempre in Facebook, di funzionalità di comunicazione comprendenti anche l’e-mail.Il più importante Social Network sembra così voler cambiare pelle.La domanda è quali saranno le conseguenze verso quella parte dei suoi 500 milioni utenti che usano l’IT anche per lavorare. Questione che viene ripresa da un breve post di PCWorld ( "Social Networks to Supplant Email in Business?”):
Vedi anche, in questo Blog:

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Consumerizzazione e policy aziendali: serve una riflessione ?


Il 15 ottobre è uscito il report di Gartner che prevede vendite di tablet per circa 20 milioni di unità nel 2010 e afferma :

  • “The all-in-one nature of media tablets will result in the cannibalization of other consumer electronics devices such as e-readers, gaming devices and media players…”.
  • ” Most organizations will not buy that third device. Because of the convenience factor for travel and an "instant on" for quick look-up functions, many users are paying for the media tablets with their own money to use both for work and pleasure.”

Sempre da Gartner, ma questa volta all’ITxpo di Sidney (4 novembre) e a proposito dell’iPad:

  • “Individuals are willing to buy these devices themselves, so enterprises must be ready to support them”
  • “It is more than just the latest consumer gadget; and CEOs and business leaders should initiate a dialogue with their CIOs about it if they have not already done so.”

Oggi invece escono i risultati del “The Cisco Connected World Report”:

 Dipendenti consumerizzati e policy aziendali: siamo al tiro alla fune

Dipendenti consumerizzati e policy aziendali: siamo al tiro alla funeUno studio Cisco mostra un disallineamento tra le direttive aziendali e i comportamenti degli utenti, che per lavorare diventano sempre più mobili, usano i social media e i video.

Cisco ha annunciato i risultati dello studio The Cisco Connected World Report,

condotto da Insightreport, che fa luce su quali sono le aspettative e i comportamenti dei dipendenti nell’accedere alle informazioni da qualunque  luogo, in qualsiasi momento e con qualsiasi dispositivo. In estrema sintesi, oltre due terzi dei dipendenti intervistati è convinto che le policy It attuate dalle aziende per cui lavorano possano essere migliorate, e almeno due su cinque (il 41%) hanno dichiarato di violarle per poter soddisfare le proprie esigenze di comunicazione…

Forse serve un momento di riflessione, se alla lunga la pressione del mercato (consumer) con le opportunità e i nuovi modelli culturali (e organizzativi) che si porta dietro non finisca per essere più forte di qualsiasi policy; per fare un esempio, chi riesce oggi a impedire davvero l’utilizzo dei telefoni cellulari personali in azienda ?

Guardando la cosa da un altro punto di vista, gli inglesi dicono “if you can’t beat them, join them”, in managerialese si dice “trasformare una minaccia in opportunità”.

links utili:

Quando la comunicazione diventa asincrona…


Credo che sia molto utile riflettere sul collegamento che c’è tra il “2.0” (web o enterprise che sia) e il passaggio della modalità di comunicazione tra le persone da sincrona ad asincrona, cosa che mi è venuta in mente leggendo questo post:

Dancing out of time: Thoughts on asynchronous communication – O’Reilly Radar

“I find it useful to try to think clearly about communication systems. This includes the ways in which they are synchronous or asynchronous (or a mixture), and the disruption that occurs when new technology allows us to replace synchronous systems with asynchronous ones, or to deliver new forms of asynchronous communication…

…Asynchronous communication almost always scales better than synchronous. Synchronization is usually centralized, complicated, and expensive because participants are often forced to waste time waiting.

The main requirements for asynchronous communication are things that modern technology is providing in abundance….”

Questo spiegherebbe la rilevanza che stanno avendo per esempio l’uso del video e social network sia sul web che all’interno delle aziende, anche a prescindere dagli aspetti pubblicitari che, almeno sul web, ne finanziano la disponibilità.

Entrambi sono infatti alla fine semplicemente un modo di comunicare (asincrono) estremamente economico sia dal punto di vista del supporto o “storage” che, e soprattutto, dal punto di vista del costo di produzione del contenuto da parte dell’utente qualsiasi; produrre e pubblicare un testo, una foto o un video è infatti oggi alla portata di chiunque sappia usare un telefono cellulare. Oggi infatti è possibile condividere economicamente in maniera asincrona dei contenuti che fino a pochi anni fa dovevano essere obbligatoriamente condivisi in maniera sincrona, come ad esempio le foto di una vacanza o una presentazione di lavoro…

Per avere un’idea degli impatti del “2.0” sulle nostre vite, forse basta riflettere su quanto dei nostri modi di vivere e lavorare sia stato finora collegato (o meglio vincolato) alla necessità di comunicare in modo sincrono vuoi nella sfera del privato (web 2.0), vuoi sul lavoro (Enterprise 2.0).

Telecom Italia: customer care via Twitter


Finalmente anche in Italia si comincia a riconoscere l’utilità dei nuovi canali nella gestione dei rapporti con grandi platee di consumatori.

La cosa, nuova per noi, è consolidata in altri paesi, come per esempio nel caso di Best Buy Twelpforce, in cui il rivenditore di beni elettronici di largo consumo (155.000 dipendenti) incoraggia i propri dipendenti ad offrire assitenza ai clienti via Twitter in tutto il mondo.

Vedi anche il recente testo “Empowered” (Harvard Business Review Press).

“Telecom Italia, già presente sui principali social network con canali diretti di dialogo e ascolto, è la prima società in Italia a lanciare una nuova attività di caring evoluto nel mondo dei Social Media. Un team specializzato risponderà durante tutta la giornata a domande e segnalazioni a tutti i "likers" delle pagine Telecom Italia, Tim e Impresa Semplice su Facebook, attraverso il proprio account Twitter.”

Via al canale di assistenza sui social network – Corriere delle Comunicazioni